Una passione salita alle stelle

A volte capita di fermarsi per un istante ed essere attratti da qualcosa che sta lassù, lucente e allo stesso tempo misterioso. In quei momenti ci si tuffa in un viaggio strabiliante, un viaggio che la mente, l’immaginazione e quel pizzico di fantasia ci regalano.

Questo è ciò che vivo ogni volta che alzo gli occhi per ammirare la magnifica volta celeste, dono di ricchezza inestimabile.

La passione è nata qualche anno fa, si parla dell’anno 1995 quando ancora, da buon novizio, possedevo il classico e famoso newton 114, telescopio cavallo da battaglia di chiunque inizi a cimentarsi nell’affascinante mondo dell’astronomia.

In quegli anni passavo le notti con l’occhio incollato all’oculare del telescopio spaziando tra le varie nebulose e galassie che a stento si intravedevano ma, comunque, col cuore colmo di gioia e meraviglia nello stupirsi di quanta bellezza racchiudeva il nostro universo.

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Passati i primi tempi di rodaggio, sapendosi orientare ormai nei migliori dei modi tra costellazioni, pianeti,coordinate astronomiche, spinto dall’inarrestabile voglia di vedere concretizzati tanti sforzi, ho iniziato a muovere i primi passi in quel che, ora come ora, è la mia principale passione: l’astrofotografia.

Armato di una buona macchina fotografica  reflex a pellicola e di tanta buona volontà, con amici trascorrevo notti stupende sotto cieli da mozzare il fiato a fotografare gli oggetti elusivi del cosmo per poi stamparli e finalmente incorniciarli per rivivere le emozioni vissute ad ogni suo sguardo.

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Passati gli anni e seguendo l’inesorabile crescita della tecnologia, sono passato  dalla classica pellicola ai moderni sensori CCD delle camere digitali. Questi ultimi,  insieme a strumentazioni molto più all’avanguardia coadiuvate da ottimi computer,  hanno permesso una radicale trasformazione per l’astrofilo nel mondo dell’astrofotografia. Oggi, si riprendono oggetti dell’universo che una volta era di esclusiva possibilità degli osservatori astronomici più grossi al mondo.

Mossi i primi passi e facendo tanta esperienza sui propri sbagli, nell’estate 2006 è nata in me la voglia (quasi necessità) di realizzare un vero e proprio osservatorio, una posizione fissa ove effettuare tutte le mie riprese del profondo cielo.

Tale decisione richiedeva di analizzare profondamente alcuni punti i quali necessitavano di requisiti ben specifici che, altrimenti, avrebbero impedito la buona riuscita dell’opera. Innanzi tutto dovetti decidere il luogo ideale, lontano dalle fonti luminose, e ad una quota sul livello del mare accettabile per avere una buona trasparenza atmosferica.

Riconosciuto il paese di Torrazzo Biellese come ottimo luogo avente tali requisiti nel circondario, ho intrapreso la fase progettuale dell’osservatorio.

Abbozzate le prime idee, discussa e approvata la soluzione finale con regolare domanda nel comune di attinenza, nell’Agosto 2006 ho finalmente dato il via ai lavori di costruzione.

In breve tempo, superando ostacoli strutturali non indifferenti, ho potuto “aprire il tetto” per la prima volta dando luce a ciò che con tanta passione e tanta fatica  avevo messo in piedi:

l’ Osservatorio Astronomico di Torrazzo – T.o.a.

Da quei giorni ad oggi ho avuto tante soddisfazioni risolvendo sempre gli enormi problemi che questa favolosa disciplina presenta ogni volta che la si pratica, ho trascorso notti meravigliose apportando un contributo significativo alla comunità scientifica ma, soprattutto sto realizzando i sogni di una vita..

Concludendo vorrei invitare tutti, appassionati e non, a salvaguardare ognuno con un suo piccolo ma preziosissimo contributo, questa meraviglia che è la volta celeste.

LUNA PRIMO QUARTO
Essa non ci appartiene; è dono per tutti e tutti “avrebbero” il diritto di poterne assaporare le profonde emozioni che è in grado di far nascere in noi, ogni qualvolta che gli occhi si alzano al cielo.
  Matteo Morino
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