l'Osservatorio e la sua strumentazione

L’osservatorio astronomico per tutti noi astrofili è un fondamentale traguardo per l’attività fotografica. Con le nuove tecnologie, l’avere a disposizione una struttura appositamente studiata per tale scopo, è diventata ormai una necessità rispetto a pochi anni fa.

L’osservatorio astronomico di Torrazzo, nel corso del tempo, sono riuscito a dotarlo di strumentazione di ottima fattura e al top della gamma messa a disposizione dalle ditte costruttrici.

AP1200GTO

Per prima cosa, ho voluto riservare particolare attenzione al cuore di tutto il sistema dell'Osservatorio: la montatura equatoriale.

Essa è la base importante per la buona riuscita di qualunque attività astronomica, richiede perfetta capacità di inseguimento siderale con errori ridotti al minimo, una generosa portata di carico massimo e un ottimo sistema di puntamento. Personalmente ho riconosciuto in queste caratteristiche la prestigiosa montatura Astrophysics 1200 GTO avente capacità di carico fino a 60 Kg e precisioni di inseguimento e guida ai massimi livelli.

Scelta la montatura, il problema stava nel trovare un telescopio adatto alle mie esigenze in grado di garantirmi ottimi risultati durante le mie sessioni fotografiche.

I telescopi si distinguono in diverse configurazioni ottiche le cui principali sono i telescopi a riflessione (a specchi) e i telescopi a rifrazione (a lenti). Personalmente, per quanto sia innamorato del grande diametro dello strumento, ritengo che l’immagine fornita da un telescopio a lenti abbia un qualcosa di eccezionale sotto tutti i punti di vista; la correzione cromatica, la nitidezza dell’immagine e dei dettagli, la puntiformità del diametro stellare che si ottiene… ….insomma, il meglio che si possa ottenere.

Detto ciò, ho avuto l’occasione di fare mio un gioiello dell’ottica, il tanto ambito Takahashi TOA 130S. Un telescopio fantastico, un tripletto di lenti apocromatiche da 130 millimetri di diametro. Uno strumento di fattura eccelsa con una resa di immagine straordinaria. Questo splendido strumento però è maggiormente indicato per fotografie a largo campo in quanto possiede una ridotta lunghezza focale.

Per ovviare al problema, laddove necessito di maggior focale, con l'ausilio di raccordi costruiti apposta inserisco una lente di barlow che ha lo scopo di raddoppiare la lunghezza focale dello strumento stesso.

In questo modo ottengo immagini gradevoli anche di quelle piccole galassie remote.

Per ultimo ma non meno importante, ho dovuto scegliere tra i molteplici modelli quella che avrebbe dovuto in fin dei conti svolgere il compito finale e cioè la fotografia.

TOA130S

Sicuro di avere un prodotto di altissima qualità, ho deciso di equipaggiarmi di una camera CCD della Apogee Instruments. Grazie alle notevoli dimensioni del sensore e quelle relative ai suoi pixel da 9 micron di lato mi sono deciso per l'acquisto del modello Alta U9. Questa camera ccd, studiata appositamente per un utilizzo astrofotografico, monta un sensore Kodak Kaf 6303E di 27.8X18.5 millimetri di diametro ed una risoluzione totale di 3072X2048 pixel.

APOGEE ALTA U9 Questa è una camera ccd molto performante, possiede un'elevatissima sensibilità che mi consente di sfruttarne al pieno le caratteriste per le fotografie degli astri che soffrono di una luminosità molto bassa. La fotografia astronomica richiede precisione massima in tutto ciò che si fa a partire dalla messa a fuoco per poter ottenere immagini con il maggior numero di dettagli e con la massima incisione. Per ottenere questo ho dovuto affidarmi ad un fuocheggiatore elettrico che mi permette di eseguire spostamenti di decimi e centesimi di millimetro. Oltre a tutto ciò, a completare la strumentazione, ho dovuto equipaggiare tutto il sistema con una valida autoguida. Questa svolge il compito di monitorare costantemente una stella e vederne i suoi movimenti. Fatto questo invia alla montatura le informazioni necessarie per eseguire gli spostamenti utili al fine di garantire la stessa posizione durante tutta la sessione fotografica.

Per scelte personali maturate negli anni di esperienza, questo sistema di autoguida avviene tramite un'ulteriore camera ccd che, nel mio caso, è il modello Sxv - H9 della Starlight Express. Questa ccd, in particolare, cattura parte del fascio ottico del telescopio grazie ad una guida fuori asse in modo tale da evitare qualunque tipo di flessioni generate dall'accoppiamento di più telescopi.

 

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